Reimprinting
Quante volte la vita ci pone di fronte a situazioni problematiche che si presentano in modo simile nel tempo. Come un disco incantato che non ci permette di cambiare solco, ci troviamo a provare lo stesso tipo di emozioni che preferiremmo evitare, ad intraprendere lo stesso genere di relazioni, ad avere la stessa tipologia di pensieri, comportamenti ed esperienze.
Magari vorremmo cambiare, vorremmo fare un giro di boa e ci piacerebbe che la nostra vita potesse andare meglio, sentirci più sereni e appagati, realizzare le nostre aspirazioni. Ma come?
Per quanto lo desideriamo realmente e ci proviamo volontariamente, tutto torna ad essere sempre come prima e questo può scoraggiarci.
Spesso non ci rendiamo conto che in tutto ciò giocano un ruolo fondamentale le esperienze del passato che ancora ci condizionano, i traumi che abbiamo in certi casi subito, le sofferenze che abbiamo vissuto, le insoddisfazioni che abbiamo dovuto sopportare e che magari non abbiamo “digerito completamente”.
Forse non consideriamo il fatto che le esperienze dell' infanzia creano la base dello sviluppo futuro. Come diceva Freud, un esercito che viene sconfitto nelle prime battaglie ha meno risorse per combattere le successive, e allo stesso modo, man mano che alcune sfide della vita non vengono superate nel modo migliore, anche la nostra energia si indebolisce.
In realtà nulla è perso, e da adulti possiamo lavorare sulle memorie del passato perché possano esserci utili, anziché costituire un ostacolo per il nostro sviluppo. Il passato non si può cambiare, ma la nostra mente, nella quale è memorizzato, fortunatamente sì.
Il Reimprinting, protocollo di cambiamento istantaneo tratto dalle metodologie di "time line" (linea del tempo) della PNL (programmazione neurolinguistica), permette di cambiare alla radice l'influenza del passato sul presente, liberando l'energia intrappolata nei ricordi traumatici o problematici della nostra vita.
Il nome di questa tecnica si riferisce alla possibilità di modificare gli "imprinting" disfunzionali che si sono formati nella mente attraverso situazioni verificatesi in particolari "periodi critici" della vita, periodi in cui si è generalmente più sensibili alle esperienze, e in cui si forma la base del successivo modo di sentire e di pensare, che tende a replicarsi inconsapevolmente in situazioni analoghe a quelle originarie, condizionando le possibilità di benessere e di sviluppo della persona.
Il fenomeno dell'imprinting (dall'inglese "to imprint" che letteralmente significa "imprimere una forma, stampare") è stato studiato principalmente da Konrad Lorenz, etologo e filosofo, a cui fu assegnato il premio Nobel proprio per le sue scoperte in quest'ambito.
Egli osservò la presenza di componenti innate nel comportamento animale, un specie di "bagaglio genetico", indipendente dall'esperienza, capace di trasmettere funzioni utili al singolo animale e alla sua specie. In particolare ebbe modo di studiare il fenomeno dell'imprinting nelle oche selvatiche: i piccoli appena nati sono "programmati" a riconoscere come madre il primo essere in movimento che vedono non appena l'uovo si sia schiuso, e questo darebbe loro maggiori garanzie di sopravvivenza. Tuttavia è possibile che essi seguano in fila, superando anche ostacoli difficili e pigolando intensamente, anche un uomo o un cane o addirittura una sagoma di cartone in movimento, qualora siano questi a comparire nel loro campo visivo subito dopo la nascita, entro circa le 24 ore che costituiscono il periodo critico. Una volta adulti, le oche riconoscono la "madre adottiva" come membro a tutti gli effetti della propria specie, manifestando anche desideri di accoppiamento nei suoi riguardi. Questa forma di legame che condiziona la vita da adulto dell'animale viene appunto definita come "imprinting", cioè, come si è detto, un particolare tipo di apprendimento che si verifica solo in un periodo di estrema sensibiltà, che non è reversibile negli animali, e che risulta tanto più tenace quanto maggiori sono stati gli sforzi dell'animale per seguire l'oggetto.
Ma l'imprinting non riguarda solo i volatili, è stato osservato anche in altri animali, come cavie, cervi, agnelli. E ad esempio nel cane il secondo mese di vita costituisce un periodo critico fondamentale per lo sviluppo della socializzazione, tanto che un eventuale isolamento in questo periodo comporta lo sviluppo successivo di aggressività dell'animale verso l'uomo e i suoi simili.
E negli uomini?
Le tappe dello sviluppo psicologico individuate da Freud o descritte in altri modelli psicologici possono costituire particolari periodi critici per la persona?
Ciò che sicuramente è clinicamente comprovato è che anche nell' uomo alcuni apprendimenti dell'età evolutiva mostrano i loro effetti, a volte non propriamente ottimali, nella vita adulta.
Ma come afferma il filosofo e matematico Korzybski, la mappa non è il territorio, e dunque fortunatamente, noi uomini abbiamo il privilegio e la possibiltà di modificare, non tanto il passato in sè (il "territorio") quanto la sua "mappa", cioè la sostanza mentale di cui sono fatti i nostri ricordi, le rappresentazioni psichiche.
E' partendo da questi presupposti che all'interno della programmazione neurolinguistica sono stati sviluppati una serie di studi riguardanti la linea del tempo (cioè le modalità di rappresentazione che ognuno ha nella propria mente degli eventi passati, presenti e futuri della propria vita) e sono state elaborate una serie di tecniche per modificare a nostro beneficio le funzioni di mappatura e i meccanismi di meta-livello (valori, convinzioni, abitudini, decisioni, scopi) con le quali il nostro sistema nervoso, attraverso le sue connessioni, rappresenta ciò che ci è successo. In fin dei conti gli eventi passati non si sono mai svolti esattamente nel modo in cui ce li ricordiamo ma ciò dipende dal modo in cui li archiviamo in base a scelte più o meno consapevoli.
Se il passato è fatto di "fatti" e la memoria di schemi neurali allora è possibile, grazie al protocollo di cambiamento istantaneo del "reimprinting", agire su questi ultimi per trasformare il nostro passato e di conseguenza anche il nostro presente e futuro, e in tal modo essere più consapevoli delle direzioni scelte, e "far cambiare solco al disco della nostra vita".
Come afferma Milton Erikson,"si è sempre in tempo per avere un'infanzia felice".
Autrice:
Fulvia Gabrieli
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